Azienda Agricola Donati – Fondo Ca’ de Bartoli

AZIENDA AGRICOLA DONATI - FONDO CA' DE BARTOLI

La nostra azienda ha una lunga storia, che inizia col bisnonno Angelo e si afferma con la gestione del nonno Giorgio. I terreni, dislocati a Ravalle, San Bartolomeo in Bosco e Porotto, erano coltivati principalmente a frutteto e vite da vino. Ricordo il tocai, il trebbiano, il sangiovese ed il barbera, e mi stupisco quando sento dire che certe uve non si attagliano ai nostri terreni...

Oggi, io e mia moglie Monica raccogliamo la sfida di reinventarci agricoltori, decidendo di puntare sulla qualità del prodotto e sulla diversificazione. Un paio di anni fa abbiamo iniziato la conversione del terreno di Porotto all'agricoltura biologica, introducendo nuove colture.
La filosofia del progetto è basata sul recupero di varietà antiche, rustiche e di alta qualità, la diversificazione colturale all'interno dell'appezzamento bio e la “rinaturalizzazione” dell'azienda, dopo vent'anni di produzione cerealicola convenzionale intensiva. In quest'ottica si sono avviati allevamenti di asparagiaia; frutteto di varietà antiche, fra cui alcune ferraresi come la mela decio; cereali antichi destinati alla produzione di farina; impianto di varietà autoctone a fini di rimboschimento; vigneto da vino. Entro l'anno in corso contiamo di offrire farine macinate a pietra di grano tenero nostrale e farina per polenta di mais Ottofile antico, varietà rossa vitrea a bassa produttività ed alta qualità.

La sfida del vino è partita quasi per caso, una piccola superficie di circa 3000 mq, su terreni franco-argillosi con discrete percentuali di limo, è stata dedicata all'allevamento di lambrusco Maestri e Trebbiano romagnolo. Ai tempi del nonno, sui terreni di Porotto si produceva un Pignoletto molto aromatico e del classico Trebbiano, motivo per cui è stata reintrodotta questa varietà.
Il lambrusco Maestri è stato, invece, scelto sulla base di tre principali motivi: la sua forte rusticità e adattabilità, la sua rintracciabilità in vari documenti storici sulla presenza di vigneti nella zona del centro-alto ferrarese e, da ultimo ma non meno importante, la passione del sottoscritto per il grande rosso emiliano, che sta tornando prepotentemente protagonista, anche in qualità.
Senza dimenticare, nell'ottica della ricerca storica del territorio, che il fantastico Isonzo, un nostro confinante utranovantenne che salta i fossi per la lunga e si fa il vino da solo, sui suoi terreni ha sempre coltivato Maestri (che ancora c'è), “conosciuto a XII Morelli e comprato a Modena” chissà quanti anni fa...
Essendo all'inizio della nostra scommessa, il vigneto attualmente non è ancora pronto per darci il suo frutto, ma l'idea sarebbe quella di produrre un vino “metodo ancestrale” rifermentato in bottiglia, probabilmente attraverso un uvaggio delle due varietà.
La voglia di sperimentare è tanta, e se il progetto che riporta il vino a Porotto funziona, mi piacerebbe reintrodurre il Barbera nei terreni del nonno e provare l'azzardo di coltivare una varietà antica delle sabbie, la Russiola, sui terreni argillosi dove il Po si ruppe...

Sede:

Vigneto:

Contatti:

Sede: Az. Agr. Giorgio Donati Via Bologna, 1/D44122 Ferrara

Vigneto: Fondo Ca' de Bartoli, Porotto, via Talassi 83 (FE)

email: fondobartolo@gmail.com